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Rainis e Aspazija

Rainis 1865-1929

Scrittore Lettone, patriota, rivoluzionario, combattente per l’indipendenza. Fu fra gli organizzatori del movimento sociale operaio e fra gli ispiratori della rivoluzione del 1905 in Lettonia contro l’oppressione dei popoli nella Russia zarista. Si rifugiò in Svizzera dove dovette sfuggire agli agenti segreti zaristi. Stabilitosi a Castagnola dove passerà lunghi anni di esilio, scrisse il famoso dramma leggendario Il fuoco e la notte (1911), opera in cui lasciò intendere l’idea di uno Stato lettone; questo dramma fu poi musicato e divenne l’opera lirica nazionale lettone. Altre sue opere furono la tragedia Giuseppe e i suoi fratelli che fu tradotta in più lingue, e la fiaba teatrale Il cavallo d’oro, imperniata sul simbolismo sole-libertà. Le opere teatrali di Rainis sono state rappresentate in patria con gran successo. La ballata drammatica Daugava (1919) ispirò la lotta dei soldati lettoni per l’indipendenza del proprio paese. Quando, nel 1920, Rainis rimpatriò, fu accolto dal popolo come simbolo nazionale e culturale della Lettonia. Nel suo paese ricoprì alte cariche statali. Scrisse il libro Castagnola - sui passi dei ricordi dell’altra patria (1928). Rainis è sepolto a Riga in Lettonia nel cimitero che porta il suo nome.

Aspazija 1865-1943

Poetessa Geniale lettone le cui opere espressero bellezza e protesta contro i pregiudizi della società. La sua prima raccolta poetica s’intitolò I fiori rossi (1897). Sono numerose le opere teatrali di Aspazija in cui sono rispecchiate le sue opinioni sulle condizioni delle donne e sulle ingiustizie sociali. Ne’ Il velo d’argento, dramma che fu rappresentato nel 1905, sono presenti gli avvenimenti politici alla vigilia della rivoluzione; la rappresentazione in sè stessa esprime un profondo desiderio di libertà e verità. Compagna di vita di Rainis, fu con lui anche a Castagnola ove scrisse la lirica autobiografica L’angolino soleggiato ed altre numerose raccolte di poesie. Nel 1920 Aspazija rimpatriò col marito in Lettonia dove riprese a comporre opere teatrali su temi antichi; nel dramma Aspasia (1923) ricorre il tema della lotta e della conquista per i diritti delle donne. Le fu conferito (1939) il Premio Nazionale Lettone per i suoi meriti letterari. Il suo funerale, nel 1943, si trasformò in una grande quanto pacata protesta contro l’occupazione tedesca, significata dal corteo funebre al momento che intonò l’inno nazionale «Dio, benedica la Lettonia». Aspazija è sepolta a Riga nel «Cimitero Rainis».

Ultima modifica 07 luglio 2016

 

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