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"Nel Gabinetto di Donna Marianna". La Biblioteca Morosini Negroni a Lugano, tra Europa delle riforme e Unità d'Italia

a cura di A. GILI e P. MONTORFANI, Edizioni Città di Lugano, 2011 (Pagine storiche luganesi 20)

"Nel Gabinetto di Donna Marianna" è una citazione tratta da un documento manoscritto di fine Ottocento su cui la contessa Giuseppina Negroni, nata Morosini, ha stilato la lista delle opere che a quel tempo si trovavano nella villa della sua famiglia a Vezia (Lugano). Più precisamente è l’intestazione della sezione che elenca i libri allora giacenti nel locale che era stato il gabinetto, ossia lo studiolo, della nonna paterna di Giuseppina, la contessa Marianna Bossi, moglie di Giuseppe Morosini, deceduta nel 1803. Tale citazione ci è parsa particolarmente adatta ad una mostra dedicata ad un'antica biblioteca e ai suoi detentori, come se volessimo "entrare" idealmente nel gabinetto di Marianna Morosini, accolti da un anfitrione che ci introduce ad altre donne colte della stessa casata, venute dopo di lei, che misero in comune i volumi della biblioteca di famiglia, fra cui le opere più significative legate ai Lumi e ai dibattiti sulle riforme in Europa; letture non disgiunte dall’accorata partecipazione di queste donne al Risorgimento e all'Unità d'Italia. Entrare nel gabinetto di Donna Marianna e nelle altre stanze della biblioteca Morosini Negroni, scoprire i suoi libri (oggi conservati all'Archivio storico della Città di Lugano), conoscere affetti e interessi di una famiglia rappresentativa dell'aristocrazia illuminata lombardo-ticinese ci riporta in un mondo d'intensa umanità e cultura, di cui al presente vi è un grande bisogno.